Presentazione “PANTAGRUEL, tra saperi e sapori: un laboratorio di educazione sensoriale e partecipata al cibo e al territorio”

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Fonte  Convegno SIRD Sinestesie 2025

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Il contributo presenta l’esperienza del laboratorio “Pantagruel”, realizzato presso il Centro Ambientale Canali di Ortelle (LE), un bene del SAC Porta d’Oriente trasformato, negli anni, in un luogo di sperimentazione culturale e partecipativa. Il laboratorio nasce all’interno del programma CanaliCreativi, che ha promosso percorsi educativi orientati alla valorizzazione del patrimonio rurale, gastronomico e ambientale dell’entroterra salentino.“Pantagruel” propone un’educazione sensoriale e culturale al cibo, mettendo in dialogo gusto, memoria e identità territoriale. L’obiettivo è costruire una connessione sinestetica tra percezioni, narrazioni e pratiche locali, promuovendo stili di vita sostenibili, la conoscenza delle filiere agroalimentari e una riflessione condivisa sul valore dei saperi rurali come leve di sviluppo locale.Il laboratorio si articola in più tappe: degustazioni narrative guidate dallo chef Salvatore Urso, laboratori di cucina partecipata costruiti insieme alla comunità, momenti conviviali attorno a grandi tavolate, eventi performativi e musicali. Attraverso queste attività, i partecipanti entrano in relazione con piatti tradizionali, ritualità comunitarie e storie locali, esplorando il territorio attraverso i sensi e il dialogo intergenerazionale.L’approccio adottato è esperienziale e situato, ispirato al costruttivismo e all’apprendimento trasformativo: la conoscenza nasce dall’azione e dal coinvolgimento corporeo, diventando occasione per sviluppare consapevolezza critica su sé stessi e sul proprio contesto. L’intervento ha coinvolto attivamente abitanti, allevatori, agricoltori, artigiani, ricercatori, bambini, anziani e visitatori, mettendo in dialogo saperi formali e informali, tradizionali ed esperti.Tra gli esiti emersi: un rafforzamento del legame comunità–territorio, una maggiore consapevolezza sulla sostenibilità alimentare e ambientale, e la creazione di relazioni significative tra la comunità ospitante e i visitatori. L’esperienza ha confermato il potere educativo del cibo come catalizzatore di relazioni, apprendimenti reciproci e nuovi immaginari condivisi. Sono emerse, tuttavia, alcune criticità, come lo sforzo organizzativo richiesto e la limitata partecipazione giovanile.Il modello del laboratorio “Pantagruel” risulta replicabile anche in altri contesti – rurali o urbani – purché radicato nelle specificità locali e fondato su un coinvolgimento reale della comunità. Le prospettive future includono l’integrazione con itinerari presso aziende agricole e artigiane, e la progettazione di percorsi formativi dedicati alle nuove professionalità legate all’agricoltura, all’artigianato e alla sostenibilità.