Storie di comunità e comunità di storia. Il ruolo della Public History per la valorizzazione delle comunità locali
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Data di pubblicazione
Fonte Eunomia, 2, 111-123.
L’articolo esamina la seconda edizione del Festival Internazionale della Public History, svoltasi nel Salento dal 13 al 16 novembre 2019.
L’articolo esamina la seconda edizione del Festival Internazionale della Public History, svoltasi nel Salento dal 13 al 16 novembre 2019.
L’iniziativa ha preso il via il 4 novembre con un evento introduttivo presso la Prefettura di Lecce, durante il quale alcuni studenti, adottando l’approccio della Public History, hanno presentato le storie di deportati e internati salentini insigniti della Medaglia d’Onore. Il Festival si è poi articolato come un seminario itinerante, toccando le città di Lecce, Nardò, Copertino, Gallipoli e Tricase, e offrendo un programma ricco e variegato: eventi, mostre, laboratori, performance artistiche, saggi scolastici e progetti realizzati dagli studenti.
I seminari hanno affrontato tre nuclei tematici principali: il mare come cerniera di civiltà; le comunità storiche e nuove, con particolare attenzione a inclusione e differenze; e la cultura e le tradizioni locali, comprese quelle a rischio di oblio.
L’obiettivo centrale è stato quello di esplorare il ruolo sociale della Public History nei contesti comunitari, come strumento di supporto ai processi di costruzione dell’identità locale. In tale prospettiva, sono stati approfonditi anche gli aspetti epistemologici e metodologici della disciplina, nonché il ruolo degli archivi e dei musei di comunità.
Una riflessione teorica è dedicata al concetto di “comunità”, analizzato nella sua complessità e fluidità attraverso diverse definizioni.
L’articolo sottolinea l’importanza di sviluppare una consapevolezza critica di tale complessità per favorire la coesione sociale e i processi identitari.
In conclusione, la Public History è presentata come un approccio capace di coinvolgere attivamente il pubblico nel recupero e nella valorizzazione della memoria storica, superando i confini accademici tradizionali e reinvestendo lo spazio pubblico, anche attraverso l’utilizzo di nuovi canali comunicativi.


