Partecipazione comunitaria e cittadinanza digitale

Autore

Data di pubblicazione

Fonte  Nuova Secondaria, 6, 11-13.

L’articolo propone una riflessione sulla possibilità di utilizzare i dati generati dalla profilatura digitale operata dalle piattaforme social, come quella del “signor Mark Elliot Zuckerberg”, a beneficio delle comunità locali. Tali dati potrebbero costituire un patrimonio di conoscenza di pubblica utilità, funzionale alla progettualità comunitaria e territoriale. L’autore sottolinea l’importanza della mappatura dei bisogni come passaggio preliminare e necessario per ogni azione progettuale, individuando nelle piattaforme social una fonte costante, capillare e aggiornata di tale mappatura. Il dibattito attorno alla cittadinanza e all’inclusione sociale viene pertanto ricondotto al tema della cittadinanza digitale. Si pone quindi la questione di come orientare l’intensa partecipazione online verso questioni locali e concrete, come il parco sotto casa o i rifiuti della provincia, anziché solo verso problematiche globali e distanti. L’autore conclude indicando come sfida centrale la capacità di situare localmente la rete e le tecnologie digitali, affinché diventino strumenti a servizio delle comunità.