Learning community: Connecting cultural heritage to local development

Autori

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Data di pubblicazione

Fonte  QTimes webmagazine, 17(3), 406–420

L’articolo applica il costrutto di learning city al contesto delle piccole comunità territoriali, in particolare quelle segnate da processi di marginalizzazione dovuti alla globalizzazione, che ha concentrato risorse e opportunità soprattutto nei grandi poli urbani. Gli autori mostrano come queste comunità cerchino di costruire strategie di resistenza e rilancio, puntando su forme di sviluppo locale sostenibile fondate sulle proprie specificità, capaci di attrarre forme di turismo alternative rispetto a quelle estrattive basate sulla “vetrinizzazione” dei luoghi. Il contributo mette in luce il ruolo educativo dei processi che promuovono consapevolezza e capacità di auto-protagonismo nelle comunità, anche attraverso l’uso di strategie “smart” per valorizzare il patrimonio culturale materiale e immateriale. La vera ricchezza dei piccoli centri è individuata nel legame comunitario: da questa consapevolezza derivano strategie che mirano non solo a produrre impatti economici, ma soprattutto effetti sociali, culturali ed educativi.L’articolo presenta un caso di studio nel Salento sud-orientale, dove gli autori sono impegnati da anni in percorsi di valorizzazione attiva dei beni culturali delle comunità locali. In questo contesto, la creazione di un Ecomuseo – ispirato alla museologia di comunità – viene proposta come strumento per trasformare il patrimonio culturale in una risorsa strategica in grado di mobilitare cittadini, associazioni e istituzioni verso obiettivi condivisi. Il patrimonio diventa così fulcro di coesione sociale, innovazione (sociale, tecnologica, economica) e autoeducazione comunitaria, elementi chiave delle smart communities.